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                                                      WELCOME


 Fondato in Francia agosto 2009 il primo Manifesto del Gruppo D’Arte Contemporaneo “Cinquanta” Ispirato alla libertà dei linguaggi espressivi, nel campo dell’arte, nel sociale e nell’intero eco-sistema. Hector&Hector è il fondatore , seguono Paolo Fiorellini, Laszlo Laszlo Revesz, Jozsef Baksai . Sono previsti libri, mostre e monografie a sostegno del programma. L’adesione al nuovo movimento artistico è gratuito. Il testo del Manifesto integrale si può trovare online sui motori di ricerca come Google.
 

La Galleria: Studio D’Arte Eclektica è diretta dalla Dr.ssa Lisa E Jako, storica dell’arte.Nel corso della sua attività di gallerista prima all’estero e ora in Italia ha esposto artisti di grande spessore culturale come per esempio: Gianni Bertini- Antonio Corpora-Hector&Hector-Mario Schifano- Ennio Morlotti-Raffaele Bueno- Giovanni Ragusa- Paolo Fiorellini- Istvan Mazzag- Laszlo L. Revesz- Jozsef Baksai-Marino Marini-Valerio Adami- Antonio e Xavier Bueno- Mario Sironi- Renato Guttuso- Enrico Bay- e tanti altri. Alcuni tra questi nomi fanno parte degli artisti residenti in galleria. Ha in programma la partecipazione a due Fiere Internazionali e varie collaborazioni con case d’aste e musei.

                  Per  collezionisti su google o yahoo: immagini o video sotto voce ricerca:                                                                                                                              Hector&Hector

 
Hanno parlato dell'Artista: La Nazione- La Repubblica- Il Tirreno-Arte di Giorgio Mondadori –
 Flash Art-Uj-Muveszet-Metamorfozis –
Sole24 ore- Duna Tv Hungary-  Stilus "Rai Ungherese"  Sat 8 (Roma)-
Giornale dell'Arte- Corriere Adriatico- Firenze  Spettacolo- Il  Corriere  fiorentino-   Metropolis- Art  Diary –Arte In-Allemandi-

 

      Hector&Hector è a favore della pace, sostiene la tutela e l'assoluta
   protezione dei bambini in tutti paesi del mondo.

 Per avere autentiche delle opere inviare tre foto 13x20 due frontali e una dal retro presso la Galleria.

Il servizio è gratuito.

 

 

 

 La Galleria Eclektica che rappresenta l'artista in Italia concede con preavviso di sei mesi mostre complete a: Musei, Enti Pubblici, Gallerie Private
con modalità e contratti da definire anticipatamente. Attualmente per tutto il 2010 ai suoi lavori viene applicato un coefficiente TRE (escluso opere particolari).

Per installazioni e perfomance concordare direttamente con l’artista presentando un programma dettagliato e relativi sponsor.

 Intervista con Hector & Hector

 

   Ho incontrato l’artista nello studio una piccola stanza a Pisa  piena di scatole, cartoni,
tele, si respira un’aria poetica che vi rilassa, la casa è piena di sue opere fino al
soffitto si va dal disegno a matita alle stoffe resinate, dalle figure egiziane al “Pugno di Dollari”
di Sergio Leone, una metamorfosi continua come seguisse un percorso  esistenziale senza regole
come Gerard Richter, compaiono tele astratte e tavole figurative, opere che risalgono ai primi anni
settanta e opere di pochi giorni fa, su uno dei tavoli un piccolo disegno a matita d’una incantevole
Marylin che sorride. In alto sulla parete due grossi cartoni ricoperti di gesso, opere quasi informali
dedicati alle donne dei navigatori oceanici. Vicino al computer una poesia di Achmatova
trascritta sulla tela col suo ritratto che sembra quasi svanire. Arriva l’artista con un caffè ben caldo
e si siede per terra con naturalezza vicino alle sue tele, ha un jeans macchiato di gesso e una t-shirt
celeste mezza manica.
Da quando ha cominciato a dipingere? “
Non lo ricordo con esattezza ma da bambino.
La prima opera? “Un suonatore di clarinetto tutto blu e bianco, avevo trovato due barattoli di colore in un cantiere e li ho portati a casa.
"Rubati? “Avevo appena dieci anni un regalo del destino

Cosa pensa dell’arte? “Nulla, non capisco niente c’è poco da spiegare l’arte mi fa vivere non saprei fare altro a parte scrivere.”
Ha letto tanti libri? “Tanti e di tutti i tipi, passavo settimane chiuso in casa a leggere ed ero felice,
tutti libri presi in biblioteca non potevo comprarli.”
Guarda la TV spesso?  “No”
Perché? “Basta guardarla e avrà la sua risposta.
Le piace visitare i Musei? “ Alcuni li trovo noiosi soprattutto in Italia e i bambini cercano sempre
vie di fughe ma comunque è una delle prime cose che faccio quando sono all’estero,visito ristoranti e musei in quest’ordine.”
Cosa pensa degli artisti italiani? “Alcuni hanno talento ma poca visibilità all’estero”
E dei galleristi?  “ Naturalmente adoro quelli che fanno i galleristi ma ce ne sono sempre meno, sembra una categoria  in estinzione.”
Vuole fare polemica? “Assolutamente no ho una certa età per le discussioni preferisco il silenzio.”
Quale quadro comprerebbe? “Se potessi uno di Cézanne,  primo perché era francese, secondo
amo  Aix en Provence”.
Ha paura della morte? “No, direi di no, l’ho già incontrata due volte mentre portava via due persone care, non sono riuscito a fermarla perché piangevo ma sulla vita è perdente, amore e speranza sono immortali.”
Cosa rappresenta nelle sue opere? “ Libertà, una parola magica che riempie il cuore di emozioni per tutti quelli che prima di me l’hanno invocata e cercata.”
Libertà di espressione? “Anche non vorrei essere riconosciuto per un genere ma soltanto per la firma.  Certo sono una bilancia, armonia e bellezza sono fondamentali nelle mie opere.”
Cosa pensa dei collezionisti? “Niente, ho il massimo rispetto anche se non comprano i miei lavori.”
Tra le donne c’è un’artista che le piace? “Si, forse la Marlene Dumas perché è sudafricana e mi ricorda Mandela.”
Ha qualche difetto? “tantissimi.”
Pregi: “Sono tollerante con chi  fa le interviste.”
Quale titolo darà alla sua prossima mostra? “ Uomini invisibili che probabilmente farò a Roma”

  Intervista di Lisa E Jako (storica dell’arte) per un mensile ungherese.  

Sotto a seguire uno dei testi del critico d'arte: Prof. Giovanni Faccenda

Giovanni Faccenda

 L’illusione della bellezza  

L'aspetto delle cose varia secondo le emozioni;

e così noi vediamo magia e bellezza in loro,

ma, in realtà, magia e bellezza sono dentro di noi.

Kahil Gibran  

   Torno a scrivere di Hector & Hector a quasi un anno dalla mia prima nota. Fra i dolci fremiti di questa primavera appena iniziata, i suoi lavori stanno come misteriose apparizioni nella monotonia sempre più grave del nostro quotidiano. Di più, ci parlano, usando una lingua e la ricchezza di un vocabolario a cui non è possibile rimanere indifferenti, e sono parole, quelle, che, trasfigurate in intriganti immagini, grondano di verità e di significati.

Non ci si è ancora abbastanza chiesti per quale motivo Hector & Hector tenga volentieri a modello – anche con l’originalissima variante del digital dripping – soggetti femminili resi esclusivi da una così espressiva e magnifica bellezza. E cosa davvero esprima l’icona di Marilyn o di Sofia Loren all’interno di dipinti abitati da riflessi memoriali (le vecchie riviste di moda), intime palpitazioni, scritte che diventano istantaneamente poesia, anzi, prosa.

C’è, a guardar bene, in tutta l’opera – lunga oltre tre decenni – di questo artista che ha la malinconia di Modigliani e l’estro di Rimbaud, una via di fuga e di speranza, un anelito di pace che sorge, inatteso, in un orizzonte di dolore e di cicatrici, nel quale, appunto, la bellezza è medicamento catartico, illusione senza fine.

Così, più che vederli, i dipinti di Hector & Hector andrebbero «ascoltati», perché in loro resistono vertigini spirituali che appartengono alla crescita umana e intellettuale di un uomo, al farsi di un artista, che è giusto, oggi, considerare tra i pochi autentici e veri in una generazione di bizzarri replicanti.

  Firenze, maggio 2008.