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Novità sulle esposizioni dell'artista  Hector&Hector


PERSONALE   "ARMONIE SUL DANUBIO"  Hector&Hector

dal 6 dicembre 2007 al 6 gennaio 2008

"New York Palace Hotel"  Budapest-  Ungheria
CONCLUSA

Hector&Hector partecipa alla Fiera Internazionale di Arte Contemporanea
23-26 Maggio 2008
KUNSTART 2008- BOLZANO

GALLERIA NOTTURNA  dal 13 al 19 Giugno 2008
STUDIO D'ARTE ECLEKTICA -PISA
Orario dalle 19.00 alle ore 24.00  con rinfresco

E' in preparazione monografia curata dal Dr. Giovanni Faccenda dal titolo: "Segnali d'amore."

In fase allestimento archivio delle opere di Hector&Hector che sarà curato dalla Galleria:
Studio D'Arte Eclektica di Pisa, Italy. Per informazioni Galleria: 050-9910406


Hector&Hector è nella: " The Saatchi Gallery London"  "Fine Art" New York- Usa


Altre tappe espositive in preparazione: Collettiva in Danimarca e personale a Lucca


Hanno parlato dell'artista: La Nazione- La Repubblica- Il Tirreno-Arte di Giorgio Mondadori - Flash Art-Uj-Muveszet-Metamorfozis -Sole24 ore- Duna Tv Hungary-  Stilus "Rai Ungherese"  Sat 8 (Roma).


Hector&Hector è a favore della pace, sostiene la tutela e l'assoluta
protezione dei bambini ma rettifica di non appartenere a nessun schieramento politico.

Sotto uno dei testi del critico d'arte Giovanni Faccenda


Valori racchiusi in una misteriosa identità

di Giovanni Faccenda

 

 

«Cercare adagio, umilmente, costantemente di esprimere,

di tornare a spremere dalla terra bruta o da ciò ch'essa genera,

dai suoni, dalle forme e dai colori,

che sono le porte della prigione della nostra anima,

un'immagine di bellezza che siamo giunti a comprendere:

questa è l'arte.»

James Joyce

 

 

Equivoci e fraintendimenti di vario genere si annidano intorno alla figura e all’opera di Hector & Hector, misteriosa sigla salita alla ribalta dell’arte contemporanea e nella considerazione di pubblico e critica da qualche tempo. Basta leggere i commenti, in qualche caso persino bizzarri, che osservatori superficiali dedicano a questi esisti espressivi, accreditando poco verosimili influenze provenienti dai versanti dell’Arte Povera e della Pop Art. Ci sembra, al contrario che il rebus cresciuto intorno all’originale personalità di un simile artista sia inversamente proporzionale alla chiara impronta che contraddistingue il suo lavoro, articolato su schemi concettuali e interventi operativi che fanno semmai pensare al gruppo dei Nouveaux Réalistes.

Chi, a questo punto, volesse aggiungere il nome, facile, di Mimmo Rotella, commetterebbe l’errore di scambiare quello che è un ovvio, legittimo e plausibile riferimento per una sorta di sterile epigonato, a onor del vero poco condivisibile rispetto alla cifra del tutto personale ormai raggiunta da Hector & Hector.

L’uso di carte e altri materiali riciclati, il recupero di immagini che affiorano da giornali desueti, il ricorso, frequente, a una sostanza narrativa – racchiusa in cifre, parole e segni come emersi dall’inconscio – esprimono, infatti, il senso di una voce pacata che intende comunicare con l’esterno, sì da partecipare valori, quali la fratellanza, la pace, l’amore per i bambini, quasi dimenticati nella notte sempre più buia della nostra esistenza.

Ecco, allora, un quadro diventare simbolo di civiltà e monito per le generazioni future, oltre quell’orizzonte in cui la mercificazione di idee e principi distrugge il seme della bellezza, la fonte, sempre più rara, dell’umana poesia. Non fosse altro che per questo, dovremmo essere di cuore grati ad Hector & Hector.

 

Firenze, ottobre 2007.